Cinque idee per il futuro del patrimonio sardo: archeologia e impresa si incontrano a Nesiotikà
Cinque curricula archeologici, cinque gruppi di lavoro e cinque nuove idee per trasformare il patrimonio culturale della Sardegna in esperienze sostenibili, accessibili e capaci di generare valore per il territorio.
Dal 20 al 22 luglio 2026, la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici Nesiotikà dell’Università degli Studi di Sassari, ospitata dal Consorzio UNO di Oristano, ha proposto il corso intensivo di Economia e gestione delle imprese culturali, tenuto da Gianluca Pusceddu. L’insegnamento, del valore di 5 CFU, ha coinvolto venticinque specializzandi appartenenti ai curricula preistorico, classico, medievale, orientale e subacqueo. L’insegnamento ha tratto ispirazione dal corso “Entrepreneurial Project and Business Model”, ideato da Vincent Levebvre per Audencia Business School.
Il caso applicativo scelto per il corso è stato MYNE – My Natural Experience, un progetto fondato da Renata Angioni e Mirko Elia che integra mindfulness, yoga, benessere e il contatto con la natura. Il caso MYNE è stato presentato anche in contesti accademici esteri, in Francia, Serbia, Tunisia e Bulgaria.
MYNE propone esperienze immersive in Sardegna che si distinguono chiaramente dai trekking e dalle escursioni tradizionali, con l’obiettivo di favorire uno stato di presenza e una relazione più profonda con il paesaggio.
Partendo da questa identità, gli specializzandi hanno lavorato alla progettazione di cinque possibili linee di sviluppo relative ai beni culturali. Le proposte hanno affrontato l’integrazione tra mindfulness, yoga, natura e patrimonio archeologico.
I gruppi hanno analizzato nuovi percorsi culturali e archeologici, possibili offerte rivolte ad aziende e manager, strategie per raggiungere clienti fuori dalla Sardegna, collaborazioni con tour operator e hotel di categoria superiore, forme di comunicazione nazionale e condizioni di sostenibilità economica. Particolare attenzione è stata riservata alla possibilità di coinvolgere guide archeologiche, ambientali e turistiche, anche per accompagnare i partecipanti all’interno di nuraghi, musei e altri luoghi del patrimonio.
L’esperienza già maturata da MYNE lungo il Cammino Minerario di Santa Barbara ha costituito un punto di partenza per immaginare nuovi format, nuovi territori e ulteriori forme di collaborazione.
Ad aprire il corso è stato l’archeologo Mauro Perra, con la lectio magistralis intitolata “Economia, società e alimentazione nell’età nuragica”. Il 21 luglio Pier Giacomo Pala, direttore del Museo Galluras, ha presentato il caso del museo dedicato anche alla figura della Femmina Agabbadòra. Paola Tuveri, direttrice della cooperativa Sémata, ha illustrato il lavoro organizzativo e progettuale alla base del successo della mostra Tutankhamon. La tomba, il tesoro, la scoperta. Nicoletta Camedda, archeologa della Fondazione Mont’e Prama, ha approfondito il ruolo della Fondazione. Mauro Perra ha infine concluso il ciclo di incontri con una lectio magistralis sui sistemi territoriali della Sardegna nuragica.
Uno dei momenti più significativi del corso è stato il richiamo al documentario “Sardaigne, la mystérieuse civilisation des nuraghes”, diretto da Thomas Marlier e dedicato alla straordinaria civiltà nuragica. Il film, della durata di 90 minuti, è stato coprodotto da Gedeon Programmes, ARTE France e Inrap e trasmesso in prima serata su ARTE. Attraverso scavi, analisi di laboratorio, ricostruzioni e testimonianze scientifiche, il documentario presenta il patrimonio nuragico a un pubblico internazionale.
Il documentario ha ottenuto il Premio del pubblico alle Rencontres d’Archéologie de la Narbonnaise 2025 e diversi riconoscimenti al The Archaeology Channel International Film Festival negli Stati Uniti.